
Abbiamo deciso di intervistare alcune persone di Grosio che hanno frequentato la scuola molto prima di noi. Ci siamo rivolti prevalentemente a nonni e genitori e abbiamo ricavato informazioni che ci hanno permesso di cogliere parecchie differenze rispetto a oggi riguardo all’organizzazione scolastica e al tipo di attività svolte. Inoltre i ragazzini anche molto giovani spesso non assolvevano all’obbligo scolastico o frequentavano solo pochi anni – i prim i- della scuola perché dovevano aiutare i genitori nei lavori agricoli. Questo risulta evidente soprattutto nelle interviste delle persone più anziane, che segnalano anche profonde differenze per quanto riguarda le aule adibite all’insegnamento che erano poche, in quanto in ognuna lavoravano insieme più classi con un unico insegnante (pluriclassi), molto piccole, poco illuminate e fredde (alcune volte erano gli stessi alunni che dovevano portare la legna per accendere la stufa e riscaldarsi), pavimentate in legno, provviste solo del minimo indispensabile per quanto concerne l’arredo, per esempio una lavagna girevole dietro la quale venivano puniti gli alunni che sbagliavano, pochi banchi in legno provvisti dell’apposito buco che conteneva il calamaio per l'inchiostro che servivano per più studenti contemporaneamenteInoltre mancavano completamente le aule speciali di cui ogni scuola oggi è dotata e non c’era neppure la palestra, oppure era un piccolo spazio poco attrezzato dove c’erano solo una spalliera, un’asta e un asse di equilibrio.
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La scuola non si frequentava solo nel capoluogo come oggi; in ogni frazione c’erano locali adibiti allo scopo: a Tiolo era una casa detta detta del "Capelan", a Fusino, in Valgrosina, gli alunni arrivavano a scuola dalla montagna scivolando sui cartoni nei prati o sulla cartella che fungeva da slitta, alla Vernuga, dove si utilizzava per le lezioni il locale sopra il vecchio torchio della frazione.
Si usavano pochi libri che si portavano a scuola con i quaderni a mano o in una specie di borsa di tela legata ad una corda, più tardi in cartelle di pelle o di legno.
Gli astucci erano di legno con il coperchio scorrevole e per scrivere si usavano i pennini con l’inchiostro.
Il giovedì era vacanza e ogni giorno si frequentavano tre ore il mattino e due il pomeriggio.
Maschi e femmine erano divisi e portavano bluse o grembiuli generalmente neri.
Un unico insegnante istruiva gli alunni riguardo a materie come italiano, matematica, storia, geografia, scienze e disegno alle elementari e all’avviamento, che si frequentava dopo la s.elementare, anche un po’ di francese e cucito
Le pagelle erano date ogni bimestre e, oltre alle valutazioni relative alle materie ordinarie, durante l'epoca fascista c’erano anche le voci "Igiene personale" e "Condotta", molto importanti per la promozione.