La professoressa di lettere
Lucia Trane ha individuato e recuperato casualmente, durante un lavoro di riciclaggio
cartaceo, una raccolta di temi, scritta da un presunto finanziere di nome Antonio De
Santis, vissuto nellepoca fascista in un paese della provincia di Lecce. Riteniamo
un vero "scempio" il tentativo di disfarsi di un documento storico, di una
testimonianza così partecipata. Noi ragazzi della classe III A abbiamo esaminato questo
diario, trascrivendolo sui nostri quaderni e al computer. Grazie a questi temi abbiamo
potuto conoscere meglio questimportante epoca che ha cambiato lItalia. Le cose
che più ci hanno colpito sono le rigide regole della dittatura fascista e
limportanza a quel tempo di Mussolini che veniva considerato un "eroe" da
tutto il popolo italiano.
Vi presentiamo qui di seguito alcuni di questi temi.
Temi
di A. De Santis
La rivoluzione fascista
svolgimento
Appena terminata la guerra mondiale nel 1918 il popolo italiano, che aveva
mal compreso le condizioni in cui versava la nazione, si dette agli scioperi, perché
credeva che tale mezzo lo conducesse ad un vivere migliore.
Questo regime aveva condotto la nostra Italia ad uno stato veramente disprezzevole. La
moneta non aveva più quel valore di prima il commercio si era paralizzato.
Il buon Dio volle però che questo disordine sorgesse un uomo, che riordinasse tutto.
Infatti il 2 giugno 1919 Benito Mussolini uomo di spirito patriottico di alto ingegno,
tenace, risoluto nella sue azioni, fondò a Milano i
primi fasci di combattimento quali
condizioni si trovava lItalia dopo la guerra. Tale propaganda si divulgò in tutto
il Regno, ed il buon cittadino italiano si rese conto delle parole del duce, sotto
limpulso di Mussolini, anche in altre città sorsero ben presto i fasci, da per
tutto impetuose e disciplinate squadre di uomini, affrontarono e dispersero i sovversivi
quando, con le loro violenze, cercavano di turbare la vita della città e delle campagne.
Molti fra i fascisti erano reduci della grande guerra ed ora offrivano di nuovo la loro
opera all Italia, per salvarla dai nemici interni.
La lotta infatti fu tremenda. Il Sacro Suono della nostra Patria fu bagnato dal sangue
generoso di ben 3000 fascisti per lo più caduti vittime delle imboscate e delle invidie
che i sovversivi preferivano allinvito reale in campo aperto.
Dopo questo combattimenti il 28 ottobre 1922 B. Mussolini chiamò i suoi fedeli comuni
e disse a loro: O si va a Roma o lItalia sarà rovinata per sempre. Ad una
voce i fascisti risposero allinvito da loro capo e così avvenne quello che poi fu
chiamato per marcia su Roma. Migliaia di giovani accorsero da tutte le parti
dItalia.Era un vero esercito di camicie nere e che allegria , quanti caduti o quanta
gloria, quanti sacrifici.Essi andarono in Roma e con Mussolini alla destra andarono a fare
omaggio di devozione a S.M. il Re. Il Re li accolse con entusiasmo poi le disse al duce di
formare un nuovo governo. Dallora in poi lItalia ha seguito una vera
disciplina. B. Mussolini ed suo partito ha riattivato lindustria, disciplinato le
classi insomma ha rimesso la nazione in condizioni tali da poter essere invidiata da
tutti. Essa, oggi è una delle maggiori potenze del mondo, al quale presenta un mirabile
spettacolo di disciplina, di lavoro e di fede.
Mussolini ha salvato
lItalia dalla rovina
Svolgimento
Il 1919 termina la guerra europea, con la quale il soldato italiano
riuscì a scacciare lacerrimo nemico austro-ungarico, dai luoghi dove
tirranneggiavano i nostri connazionali.
A tale fine il popolo, che aveva mal compreso la guerra, si dava grandi scioperi, perchè
guidata da un governo piuttosto rivoluzionario.
In tutte le città e i paesi del Regno non si vedevano che colonne di popoli fare delle
manifestazioni, per gli aumenti delle paghe, e inveire contro grandi industriali e gli
agenti, della forza pubblica.
I treni non camminavano più, gli uffici postali non funzionavano, fabbriche e
stabilimenti si chiudevano. Insomma il governo di allora aveva condotto la nostra Italia
alla vera rovina tanto da paralizzare il commercio e da essere disprezzata
allestero.
La nostra moneta colà non aveva più quel valore che doveva avere, nonostante
lattenta vittoria.
Da questo stato di cose, sorse un uomo e Mussolini che formò il fascio in tutte la città
dItalia, al punto da formare a poco a poco un vero esercito.
Perché la sua mira era così vasta, 1922 si diresse colla sua grande milizia
verso Roma, ed impose al governo di cedergli il potere. Questo non fece alcuna resistenza
e cedette alla richiesta dellacceso condottiero. Da quella data egli è riuscito man
mano ad eliminare, il sovversivismo ed indirizzare con maggiore volontà spirituale il
popolo alla sue ed allevate idee per il progresso e bene del paese.
Fino ad oggi non vi è stato nessun altro tipo di governo, che abbia potuto fare ciò che
ha fatto il duce. Egli è stato capace, con la sua parola dingegno, a riattivare
lindustria, disciplinare le classi lavoratrici, ed vero ordinamento di chi comanda,
pieno esatto alla nazione.
Perché un militare deve essere
disciplinato e ubbidiente
Svolgimento
Il militare deve essere disciplinato ed ubbidiente perché il dovere lo
richiama a tutte le necessità che si presentano in ogni momento e luogo.
Esso ha sempre dato grandi prove di coraggio e di generosità partecipando dove è
necessaria la sua opera; per esempio negli incendi, nelle epidemie, nei terremoti ed altri pericoli che sovente si presenta
loccasione ad accorrere in aiuto ai cittadini che hanno bisogno dellaiuto
desiderato.
Perciò il militare è nellobbligo di adempimento
nellobbedienza in modo che sia sempre pronto a beneficio della Patria e dei
cittadini.
Lufficiale sentendosi fare una simile domanda ed improvvisa proposta cercò il
perché di tale richiesta. Egli rispose: sono un ex combattente del Reggimento di questa
bandiera. Al fronte varie volte mi fu affidato tale vessillo per edocarlo nei vari paesi e
punti, più elevati, che il reggimento conquistava durante le azzioni. E perciò sento
quellanzia di volere riabbracciare il Sacro Vessillo che lasciai al termine della
guerra.
Il valoroso combattente dimostrava ad ogni buon nato Italiano come la bandiera
dellarma o del Reggimento è il simbolo dellamore e inoltre lo spirito di
coesione e di sacrificio, che rammenta i fasti di guerra dellarma o del reggimento
cui è appartenuta. Alla bandiera per ciò spettano i maggiori segni di onoranza e di
venerazione, quale pubblica dimostrazione per lidea che essa rappresenta.
Mentre
ero di sentinella passa la gloriosa bandiera d'un reggimento
Svolgimento
Mentre prestavo servizio dI sentinella all'ingresso della mia caserma, sento da lontano un
suono di musica che si avvicina. Quando questo mi fu più vicino mi accorsi che si
trattava di una musica militare che accompagnava la gloriosa bandiera del 31° reggimento.
lo come di sentinella mi fermai per rendergli onore. Difatti: appena essa mi fu più
vicina, rigido sull' attenti buttai le armi. Provai una grande impressione nel vedere la
Bandiera tutta lacera, piena di polvere, fra le file dei suoi prediletti.Essa
simboleggiava la fede di ogni cittadino, verso la patria, e l' amor che sente per essa
rappresenta un ideale.
La bandiera
Svolgimento
Salve o Vessillo, che
dispieghi allor del sole, i santi colori. Tu simboleggì la fede,
che ogni buon cittadino ha nella patria, e l' amor che egli sente
per essa: rappresenti un ideale che lo sprona ad amare il lavoro,
ad amare l'umanità, e tutto ciò che è bello nella vita, di nobile,
di grande.Dovunque sventola libera al sole è un' espressione di gioia
o espressione di dolore, sei sempre un monito irresistibile di fratellanza,
sei sempre un richiamo d'amore, sei sempre oggetto di santo orgoglio
che unisce i cuori; anche nella terra straniera, tu realizzi i cuori
di chi è nato e cresciuto nella tua fede. Quando il lavoratore emigra
malinconico nella lontana America, ti incontra sulle ampie distese
dell' oceano, sventolante su qualche nave, che torna alla patria che
egli ha dovuto abbandonare. Il tuo verde è speranza di ogni esercito
in marcia con tutta la sua forza, a dare la salvezza; il tuo bianco
fa ricordare il candore immacolato delle nevi sugli aspri monti, e
il tuo rosso è la fiamma ardente di ogni cuore a te rivolto. Tu rappresenti
l'indipendenza di un tempo. Hai insegnato ad ogni cittadino lad amare
la libertà della sua nazione, e l' amor del paese natio , hai fatto
ricordare tanta gioventù sparsa lontana dalle sue case, e sepolta
ai piccoli cimiteri ove riposano tante anime mortali che avesti più
care. La tua vista li benedice e li consacra in un affetto sincero.
Tu ci sei e ci devi essere sacra e immacolata.
1931 (A.
De Santis) |